Cavitazione in Medicina Estetica
1 apr

Cavitazione in Medicina Estetica

La Cavitazione in medicina estetica ma più in generale la cavitazione stessa è un particolare fenomeno fisico, che si caratterizza per la formazione continua di minuscole bolle (microbolle) di vapore all’interno di un fluido, seguita dalla loro implosione.
Cavitazione

 La Cavitazione in medicina estetica

In molti casi, il fenomeno di cavitazione è considerato uno svantaggio, poiché quando le microbolle di vapore implodono a contatto con superfici solide, sono in grado di danneggiarle, provocandone l’erosione.
Un tipico esempio di cavitazione intesa in senso negativo è quella responsabile dell’erosione delle eliche delle navi che – ruotando a elevata velocità – provocano un fenomeno di cavitazione che a lungo andare ne provoca il danneggiamento.
In altri casi, invece, la cavitazione in medicina estetica viene sfruttata per ottenere un vantaggio. Basti pensare, ad esempio, ai siluri a supercavitazione impiegati in ambito militare, che sfruttano questo fenomeno per poter viaggiare a velocità estremamente elevate.

Tipi di Cavitazione

In funzione del tipo di utilizzo che ne viene fatto, e in funzione delle frequenze degli ultrasuoni impiegati, possiamo distinguere due differenti tipologie di cavitazione: la cavitazione in medicina estetica e la cavitazione medica.

In quest’articolo, tuttavia, ci occuperemo prevalentemente di quest’ultima.

CAVITAZIONE ESTETICA

Nella cavitazione estetica, il fenomeno di cavitazione viene generato attraverso l’erogazione di ultrasuoni ad alte frequenze (1-3 Mega Hertz o MHz).
Le microbolle che si formano nei liquidi interstiziali con gli ultrasuoni ad alta frequenza vengono generate in quantità inferiore e con volumi minori rispetto a quelle che si formano con gli ultrasuoni a bassa frequenza.
Inoltre, gli ultrasuoni ad alta frequenza non riescono a penetrare in profondità come quelli a bassa frequenza e, per tale ragione, non sono in grado di raggiungere gli accumuli adiposi sottocutanei.
La cavitazione in medicina estetica, perciò, si limita ad agire esclusivamente sul livello superficiale della pelle, al fine di sollecitarla, rivitalizzarla e tonificarla.
Trattandosi di una procedura che non agisce in profondità, la cavitazione estetica può essere eseguita da personale non medico, quali gli estetisti all’interno dei centri estetici.

CAVITAZIONE MEDICA

La cavitazione medica, invece, si avvale di strumenti che generano ultrasuoni a basse frequenze (30-40 Kilo Hertz, KHz) e che riescono, perciò, a penetrare fino allo strato adiposo sottocutaneo.
A differenza della cavitazione estetica, la cavitazione medica può essere eseguita solo da personale medico specializzato mediante l’utilizzo di appositi apparecchi elettromedicali di sola pertinenza medica (cioè, non possono essere impiegati da personale non medico).
Tali apparecchi sono dotati di manipoli che trasmettono gli ultrasuoni alle frequenze desiderate. Gli ultrasuoni possono essere emessi in maniera convergente o divergente.
L’emissione degli ultrasuoni in maniera convergente li convoglia tutti in una piccola area localizzata. L’emissione divergente, invece, farà sì che gli ultrasuoni si propaghino “a ventaglio”, coinvolgendo aree corporee più estese, permettendo così di trattare zone più ampie.
In qualsiasi caso, gli ultrasuoni emessi devono essere sufficientemente penetranti e potenti da provocare la lisi delle cellule adipose, ma non tanto potenti da compromettere l’integrità di altri organi o tessuti, vasi sanguigni o muscoli.
Proprio per questa ragione, i macchinari elettromedicali impiegati nella cavitazione in medicina estetica e  medica sono dotati di sistemi in grado di regolare la frequenza degli ultrasuoni. Tali sistemi alternano l’emissione di ultrasuoni ad alte e a basse frequenze, esercitando così un’azione di controllo sulle temperature che si raggiungono nel tessuto adiposo, impedendo che diventino eccessivamente elevate e pericolose per altri organi e tessuti.

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Fonte: My Personal Trainer

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